mercoledì 6 maggio 2009
sabato 18 aprile 2009
Arrivederci
Gli addii non fanno per te e tra l'altro nella tua più o meno giovane vita hai imparato che non c'è mai nulla di definitivo.
Quindi saluti e ti congedi, almeno per un po'.
Si era già capito, lo sai, ma volevi dirlo.
Un giorno forse tornerai, nel frattempo, aspetti e vivi, sempre sorseggiando Vodka Lemon.
Batacchio Nero.
Quindi saluti e ti congedi, almeno per un po'.
Si era già capito, lo sai, ma volevi dirlo.
Un giorno forse tornerai, nel frattempo, aspetti e vivi, sempre sorseggiando Vodka Lemon.
Batacchio Nero.
Etichette:
addio,
batacchio nero,
vodka lemon
domenica 5 aprile 2009
Bugiardino
Di una storia, non c'è la lista delle sensazioni che ti darà, non ti raccontano le controindicazioni, anche se, stando alla cronaca, come con molti farmaci, c'è pericolo di morte.Se il Lexotan è un ansiolitico e ti rilassa, lo Xanax ha un nonsaiche di antidepressivo, e quindi ti aiuta ad alzarti dal letto e il Tavor probabilmente ti stende, quello che senti non ha bugiardino.
Hai riscoperto il gusto del silenzio.
Delle emozioni.
Cominci a credere che la tua vita abbia preso una piega contraria all'essenza di questo blog.
Non riesci a ironizzare né a mettere su gli occhiali del cinismo.
Vedi tutto rosa (ovviamente fucsia), con gli occhi sognanti di un 12enne.
Peccato che di anni ne abbia quasi 27.
Ma, diresti che è secondario.
Non credevi fosse possibile.
Stai bene.
Questo è l'importante.
Degli effetti collaterali, in fondo, non ti interessa.
Etichette:
amore,
batacchio nero,
relazione,
remolabarca
sabato 28 marzo 2009
Ombre su Milano

Sei stato un pò in silenzio.
Un pò per via del tuo on-going con Remolabarca, che ti sta piacevolmente assorbendo.
Un pò per via di quello che è accaduto lo scorso weekend.
Dopo aver parcheggiato la macchina intorno alle 00.15 e mentre ti muovevi in direzione Rolling Stone, accompagnato come sempre da Remo, che come sempre non smettevi di sbaciucchiare, ti accorgi che ci sono due ragazzi davanti a te che portano una chiave in mezzo alle dita, chiuse a pugno.
Nel tuo stato di scarsa lucidità, decidi di cambiare marciapiede. Lo stesso fanno loro.
Lo ricambi. Lo stesso fanno loro.
Si avvicinano e con tono aggressivo vi chiedono dove state andando. Rispondi tu, in un impeto di mascolinità, Rolling Stone. Chiedono che serata c'è. Vogliono che tu gli dica che sei gay per poi picchiarti, pensi.
Rispondi con il nome della serata, That's All.
Chiedono di nuovo che serata è.
Remo risponde descrivendo la musica.
Chiedono quanto costa entrare.
10 euro, dici tu. 15 se non sei in lista.
Si guardano e si dicono "andiamoci".
Poi si girano e vi dicono "vabbè dateci i soldi".
Ora, non che tu sia completamente pirla, ma se devi scegliere tra una collutazione con due tizi muniti di chiavi che potrebbero rovinare il tuo così bel visino e perdere 30 euro, preferisci perdere i soldi.
Gli consegnate 100 euro in tutto.
Vogliono i telefoni.
Il tuo Nokia gli fa cagare.
Remo deve concertare un pò per farselo lasciare, il suo palmarino.
I due vi guardano il collo.
Per vedere se avete collanine, forse.
Per vedere se avete tatuaggi, forse.
A quel punto uno dei due, quello che non aveva in mano il telefono di Remo, dice all'altro che non siete quelli dell'altra volta. Pensi subito che abbiano un conto in sospeso con qualcuno. Milano far west. Alla fine, lasciano il telefono a Remo e se ne vanno.
Siete abbastanza sconvolti dall'esperienza.
Fermati e aggrediti negli unici 50m di buio in mezzo al casino di Corso XXII Marzo, e chiaramente dai loro gesti e dal loro modo di porsi, perché siete due finocchi.
Chiami Pinotto per farti dare un passaggio e tornare alla tua macchina.
Poco più avanti dove avevate parcheggiato, la polizia ha fermato proprio i vostri aggressori.
La serata sarebbe terminata in questura a tarda notte.
Li avete fatti arrestare.
Sapendo che tanto dal giorno successivo sarebbero stati fuori e sarebbero potuti venire a cercarvi.
Purtroppo nella denuncia non esce che è stata un'aggressione verso dei gay, perché i due lo avevano solo lasciato intendere ma non vi avevano dato dei froci o insultato per le vostre tendenze. Solo fatti e dettagli. Non cose tra le righe.
Quello che questa storia ti lascia, è la profonda consapevolezza che tutti quelli come Povia, come i tuoi genitori e come la Chiesa che combattono la normalizzazione dell'omosessualità, stanno fomentando i cervelli mononeuronici di esseri subumani come i due che vi hanno aggredito.
Perché pensano che tanto un gay è una femminuccia.
Perché pensano che due gay che si baciano facciano schifo e vadano eliminati.
Perché nessuno ha insegnato loro i concetti di onestà e rispetto.
E pensi anche che se questa cosa è successa nel centro di Milano, chissà qual'è la reale situazione in borghi più piccoli dell'Italia. E pensi che la stessa sensazione di ingiustizia e impotenza la sentano molto più forte tanti altri ragazzi come te e come Remo, vittime di questa società neo-guelfa.
E purtroppo, stavolta, non c'è vodka lemon che tranquillizzi il tremore di quando anche al buio delle 21, apri il tuo cancello e rientri solo.
Quest'anno andrai al Gay Pride. Non solo per sculettare come una frocia per le vie della città mentre i carri sparano la Carrà a palla. Ma perché bisogna fare qualcosa per sensibilizzare l'opinione pubblica.
Etichette:
aggressione,
batacchio nero,
pinotto,
remolabarca,
rolling stone,
that's all,
vodka lemon
giovedì 19 marzo 2009
Dai tuoi occhi
E' un po' parlarsi addosso, che non è mai chic, ma questa recensione la trovi fantastica. Anzi, forse drammaticamente uno dei pezzi migliore che sia mai capitato su questo blog.
E non dirai il suo nome per evitare che il suo ego esploda.
C'è un solo errore. Un premio a chi lo trova.
Il batacchio spagnolo
Sabato sera. Discoteca rive gauche. Tento di combattere la mia timidezza, mentre ballo nudo e cosparso di burro su un cubo, abbracciato a un pitone. Batacchio blu mi si avvicina e mi sussurra “Ti stanno guardando tutti”. Mi chiedo come mai. Ma forse Bataccchio blu è solo geloso per quella vecchia storia del filmino con la spillatrice e i due beduini. Che sciocco. Quanto tempo è passato. All’epoca avevo ancora sciocche paure adolescenziali ad usare il filo dell’alta tensione facendo sesso. Ma ora il mio ego è cresciuto: nell’ultima riunione sono stato presentato come chief executive officer, poi ho dovuto servire il caffè a tutti vestito da maggiordomo e ho deciso che voglio morire morire morire. Ma non è chic, decido, mentre sorseggio il mio vodka lemon da un pitale.
E non dirai il suo nome per evitare che il suo ego esploda.
C'è un solo errore. Un premio a chi lo trova.
Il batacchio spagnolo
Sabato sera. Discoteca rive gauche. Tento di combattere la mia timidezza, mentre ballo nudo e cosparso di burro su un cubo, abbracciato a un pitone. Batacchio blu mi si avvicina e mi sussurra “Ti stanno guardando tutti”. Mi chiedo come mai. Ma forse Bataccchio blu è solo geloso per quella vecchia storia del filmino con la spillatrice e i due beduini. Che sciocco. Quanto tempo è passato. All’epoca avevo ancora sciocche paure adolescenziali ad usare il filo dell’alta tensione facendo sesso. Ma ora il mio ego è cresciuto: nell’ultima riunione sono stato presentato come chief executive officer, poi ho dovuto servire il caffè a tutti vestito da maggiordomo e ho deciso che voglio morire morire morire. Ma non è chic, decido, mentre sorseggio il mio vodka lemon da un pitale.
Etichette:
batacchio nero
domenica 15 marzo 2009
Anniversari /3

Dopo la seconda volta, non hai esattamente presente cosa sia successo.
Sai solo che nei primi 3 mesi hai collezionato un buon numero di partner. Poi hai smesso di contare.
Contarli ti dava comunque un senso di sicurezza, come se conoscere il numero esatto dei tuoi amanti ti avesse potuto far tenere la situazione sotto controllo. Tipico della tua psicosi da controllo.
Dopo i primi tre mesi, hai condiviso 5 mesi dolcissimi con la tua ultima fidanzata femmina biologica.
Hai provato a tornare nella retta via e nei binari giusti.
Sei stato bene ma come al solito non eri molto preso.
Hai rotto con lei dopo una settimana passata con i suoi genitori al mare.
Era poco dopo ferragosto.
Forse il 17 di agosto.
Cosa ti diceva il cervello per farti passare 10 giorni con i genitori della tua ragazza, te lo chiedi ancora 5 anni e mezzo dopo, ma comunque andò così.
E rimase storica il vostro ultimo scambio di battute davanti alla macchina, mentre vi lasciavete.
"Posso chiamarti?" chiedeva lei, con i suoi occhi blu velati da una lacrima
"Certo" rispondevi tu "Alla terza telefonata, cambio numero" concludevi.
Il tuo karma in questi anni ne ha pagato le conseguenze. Ma pare che lei ti abbia perdonato.
La sera stessa nella quale rientravi dalla settimana di mare con la tua dolce fidanzatina, hai consumato il tuo primo (e forse unico, se si esclude la sceneggiata napoletana durata 6 mesi per il tuo coming out) dramma rive-gauche.
Nei tuoi primi 3 mesi di attività rive-gauche, avevi accuratamente evitato i coetanei.
Sicuro che la fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo, evitavi di trovarti in situazioni imbarazzanti, incontrando qualcuno di conosciuto o che conosceva qualcuno di conosciuto.
Ma quella sera, dopo 5 mesi in cui non ti eri concesso nessun batacchio, su questo eri e sei molto morale, non si tradisce mai, attraversasti la città per incontrare un ragazzo un pò più giovane di te.
Praticamente un adolescente, vista la tua età in quel periodo.
Va diversamente da come ti ricordavi.
Invece del brutale istinto, bevete e chiaccherate.
Ma lui fa troppe domande e tu ti tradisci.
Sbagli il nome. Che nei primi incontri era sempre Marco o Luca.
Ti lasci scappare il corso di laurea e l'ateneo presso il quale studiavi.
Frittata fatta.
Lui conosceva tutta la combriccola rive gauche della tua università che tu tanto detestavi.
Ti saresti poi chiesto negli anni perché li odiavi tanto, probabilmente solo perché loro avevano la libertà o la sfrontatezza di essere così rive gauche apparentemente senza vergognarsene.
A quel punto tu hai cercato di andare via.
Ricordi le parole "Non mi sembra il caso".
Ma lui ti ricattò.
Ti chiese di andare a letto con lui o avrebbe rivelato a tutti il tuo segreto, in quel momento ritenuto infamante.
Oggi come oggi, gli tireresti un cartone in faccia e due calci agli zebedei.
Ma all'epoca andasti in panico e, tra le lacrime, ti prestasti (quasi) a tutte le sue richieste.
Lasciasti casa sua nella periferia romana, in fondo alla Casilina, sorridi al pensiero che ancora oggi ricordi nome della via e numero civico, che erano le 4 del mattino.
Eri abbastanza sconvolto.
Lui ti avrebbe chiamato poco dopo per dirti che avevi le piattole.
Che non avevi idea di cosa fossero, non avendo mai avuto nemmeno i pidocchi da bambino.
Tornasti da lui con delle lozioni ad hoc comprate in una farmacia nottura e subisti ancora vessazioni verbali e minacce.
Tornasti a casa alle 8 della mattina.
Cercavi di dormire per terra perché impaurito che gli "ospiti" potessero passare sul materasso.
Eri disperato e pensavi che la tua vita aveva preso una china orribile e che questa era la punzione divina per i tuoi peccati.
E mentre bevevi un vodka lemon per calmarti, chiamavi Utero di Riserva P. per chiederle di lasciare il suo posto di vacanza e tornare a Roma perché avevi dei seri problemi.
Sarebbe stato il tuo primo coming out.
In una vasca da bagno, con un orrendo slippino bianco, mentre ti depilavi le gambe, con la Veet che aveva comprato lei in tua vece dal GS.
[continua]
Etichette:
anniversario,
batacchio nero,
roma,
utero di riserva
Manca solo il lucchetto a Ponte Milvio

Ok, passi il tuo cinismo sospeso in una romantica pausa, ma ci sono alcune cose che non ti si addicono, nelle quali non ti riconosci proprio eppure le stai facendo.
Passi la cena offerta e il tuo gesto di alzarti con aria indifferente per pagare il conto il modo signorile, che fa parte del tuo background educativo, ma ballare tutta la sera in una discoteca mano nella mano, un pò tempo delle mele, un pò tempo dell'insulina, oppure scrivere messaggi in cui citi Moccia e i suoi libri per adolescenti rincoglioniti, ecco proprio non sei tu.
E non sei tu nemmeno quando per una volta non senti il bisogno di definire e schematizzare. Forse perché la definizione è talmente chiara che non serve, oppure perché per una volta non hai fretta e sei felice di aspettare e vedere.
E stasera ti metterai ai fornelli per lui. Nella speranza di non avvelenarlo.
Troppe variabili impazzite che però ti fanno sentire in un costante stato di "quarto vodka lemon in un'ora". Ebete e felice.
Etichette:
batacchio nero,
lucchetti,
ponte milvio,
remolabarca,
roma,
vodka lemon
lunedì 9 marzo 2009
Telefonini e movimenti di bacino

In una serata vaffanculo che doveva sancire il rientro nelle notti ballerine milanesi della tua amica Utero di Riserva P., ti sei appropinquato in quel del Rolling Stone anche in compagnia del tuo Remolabarca, oltre che di maria e di Vodka Lemon.
Quando finalmente, tra un bacio e un altro bacio e Utero di Riserva P. che reggeva il moccolo, maria e Vodka scorrevano felicemente nella tue vene, tanto da farti dimenticare tutto il negativo di una settimana lavorativa, mentre saltellavi ilare nella sala anni '80 e stavi per spostarti in quella tamarra contemporanea, hai messo la mano sul tuo culo.
Un pò l'istinto di controllare continuamente se Remolabarca ti avesse scritto, improbabile visto che era lì con te, un pò la voglia di sapere se avresti fatto in tempo a scolarti un altro Vodka Lemon prima dell'uscita.
Qualunque fosse la ragione, messa la mano sulla tua chiappa meno soda di quello che vorresti, hai notato che c'era solo il pacchetto di sigarette e non il telefono.
Hai quindi volteggiato leggero come l'elefante di Fantasia, per cercarlo. Vanamente.
Prima di andare via hai ritrovato la sua carcassa.
Senza sim.
Senza mascherina che tra l'altro era rotta.
Senza batteria.
Hai dubitato. Hai pensato che qualcuno te lo avesse fatto a screzio.
Forse Girasole.
Forse 20anni.
Forse qualcuno che ti odia. Cosa non troppo difficile, conoscendoti.
Manie di persecuzone, Vodka Lemon in eccesso o realtà?
La risposta è 100 euro, il costo di un altro telefono e una sana relativizzazione dell'accaduto.
Etichette:
20 anni,
batacchio nero,
girasole,
remolabarca,
rolling stone,
utero di riserva,
vaffanculo,
vodka lemon
Iscriviti a:
Post (Atom)
